ANNI LUCE

Riesci a vedere, comprendere e contenere tre dimensioni essenziali  quando lavori sul corpo di un danzatore: il rapporto con il terreno, con sé stesso e i suoi necessari sdoppiamenti e con il proprio centro e con l’elevazione … anche quando è un semplice relevè (… che mai semplice è … essendo la connessione tra terra e cielo e libertà, dove sei ancora a terra ma il tuo corpo deve già respirare tutta l’aria possibile in sospensione, scollegare le giunzioni e giostrare ciò che ti lega a terra e ciò che ti consente di volare). Riesci a vedere, comprendere e contenere nel tuo di movimento, il senso del gesto e la potenza del corpo nella sua “transferenzia”. Dimostri di avere una mente con la giusta svolta per riuscire a capire come attraversare le dimensioni … della realtà, del tempo, dello spazio, della luce… e persino del corpo. Già lo scrissi nel testo di presentazione di Light's memory … lo ribadisco… hai la volontà e la maestria di giocare dentro il flusso inarrestabile delle cose e dell’esistenza, dandole nuove forme di un’immagine assoluta. In una fotografia è come se coagulassi sulla tela un refrain in jazz del mistero dell’uomo, di cui perdura l’immutabile forza di misurarsi col mondo, nonostante tutto! Questo fa la danza. E dunque con grande sincerità e stupore e ammirazione – per una che non ha mai apprezzato il mosso sulla danza – ti dico grazie a nome dei danzatori veri, della danza vera. In questa tua foto c’è il senso della danza. Il senso del corpo in movimento. [Federicapaola Capecchi]

© 2020 by Francesco Tadini

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